Le non-cento app a 10 cent.

di Dukko

È appena finita la promozione del Market Android: 10 giorni, 10 app al giorno, 10 centesimi ad app.

Sulla carta fantastica, no? No.

Peccato che le app, teoricamente 100 app a 10 centesimi, alla fine sono state una sessantina o giù di lì: già dai primi giorni, molte applicazioni erano delle riproposizioni di app dei primi due giorni, e così via fino ad oggi.

Inoltre sono state molte poche le app veramente utili: un buon 60% delle app erano giochi, più o meno belli, ma comunque giochi. Quasi sicuramente questo è stato perché gli sviluppatori di giochi per Android, un mercato ancora acerbo, sono quelli che meno hanno da perdere a vendere le proprie app a prezzi da fame.

Cosa ci ha guadagnato Google in questo?

Due cose: ha lanciato il mercato dei giochi su Android in grande stile (tante persone adesso hanno giochi sui loro device, cosa che prima non era vera), ma soprattutto ha innescato un meccanismo mentale di sblocco degli acquirenti.

Mi spiego meglio.

È una nozione psicologica di base: associando un comportamento (acquistare app) con un beneficio (ottenere qualcosa per 10 centesimi) si rimuove il blocco mentale che generalmente gli utenti mobile hanno (“Ma perché dovrei spendere soldi per un’app?”), poiché ormai il cervello associa il beneficio al comportamento, e dunque non è più vista come una spesa inutile, ma quasi come un vantaggio.

Detto ciò, io in realtà ho apprezzato molto questa offerta: per pochi spiccioli ho intascato ottime app come SwiftKey ed ezPDF.

 

PS: a chi mi dice che a caval donato non si guarda in bocca, rispondo che a caval donato io gli faccio la colonscopia.

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