TEDxFirenze, l’ottimismo c’è, l’innovazione?

di Dukko

Sono stato uno dei pochi fortunati a poter assistere al TEDx organizzato il 12 novembre a Firenze. Il tema di questo TEDx era “Innovazione e ottimismo“, un tema caldo ed interessante, in questo periodo. Com’è andata? (per un’impressione “social”, vedere qua)

L’inizio non è stato, purtroppo, dei più interessanti.

Franco Cervelli, il primo relatore, ha praticamente fatto una lezione di astrofisica, sicuramente interessante ma del tutto inadeguata al contesto: il pubblico non aveva le competenze necessarie per capire e interessarsi ad argomenti così complessi come lo studio della materia oscura.

Maurizio Seracini invece ha proposto innovazione che guarda al passato: le nuove tecnologie applicate allo studio dell’arte e all’interazione del pubblico con essa. Più in linea con l’argomento, sicuramente, ma non in stile TED, assolutamente.

L’unico intervento realmente interessante della prima parte, quello di Selene Biffi, che ha presentato YAC (Youth Action for Change), è stato troncato in quattro minuti, del tutto non adeguati per la presentazione di un progetto così vasto e interessante. D’altro canto, Federico Biondi, il relatore di Qooid, un social network a mio avviso simile a tanti altri, ha avuto ampio spazio, pur essendosi limitato a leggere un foglio.

Non ci siamo per niente.

Bruno Giussani ha concluso la prima parte, ricordando a tutti cosa è un vero TED, spiegando la storia di questa organizzazione pur non annoiando il pubblico.

Ed il messaggio è stato recepito: la seconda parte, quella sì che era un TED Talk.

Apre le danze un incredibile Lorenzo Jovanotti Cherubini, che in pieno stile TED ci trasmette ottimismo e idee per non farsi abbattere dalla vita (indimenticabile il suo “effetto Bruce Lee“, cioè “che quando uscivi dal cinema si aveva voglia di menare le mani e davamo pugni nell’aria facendo le facce da Chen”, con tanto di video di Bruce Lee che prende a calci tutti, la voglia di combattere contro ciò che non va nella nostra vita, come Bruce).

Sulla scia, David Battistella, regista canadese che ci racconta, in un’impegnativo italiano (grande rispetto per ciò), l’ottimismo attraverso Brunelleschi e la sua innovatività del Duomo.

E poi Rodolfo Fiesoli, tipico toscano divertentissimo ma saggio, che mi ha ricordato tantissimo Benigni, l’ottimismo che sprizza da tutti i pori.

Ha concluso, infine, un mediocre, a mio avviso, Matteo Renzi, che ha infarcito il suo discorso di un po’ troppa retorica, ma che comunque era in linea con i talk di TED e perciò apprezzabile.

Uscito dal Salone dei Cinquecento, ho riflettuto su cosa mi ha trasmesso questo TED.

Mi ha trasmesso tanto, tanto ottimismo, ma poche idee innovative. Qualcosa è mancato, ma non è stato un fiasco, affatto.

Anche se i commenti cancellati dalla pagina Facebook potevano risparmarseli…

Annunci