Perché Microsoft ha accettato il jailbreak.

di Dukko

La notizia è dell’ultim’ora.

Microsoft riconosce ufficialmente la possibilità di jailbreak sul suo sistema operativo mobile, Windows Phone 7. Il jailbreaking è la pratica, diffusissima su iPhone e su Android col nome di root, di “sbloccare” funzionalità aggiuntive. Questa pratica però non è mai stata riconosciuta da Apple, per via di problemi di sicurezza (a loro dire).

Ma perché la Microsoft si aprirebbe a simili problemi?

Per due motivi semplici semplici.

Da un lato, l’apertura al mercato delle app non ufficiali riavvicina i fan di vecchia data di Windows Mobile, abituati a poter installare quante app volessero, senza Market restrittivi. Inoltre, avvicina la comunità degli smanettoni, che adesso hanno una spinta in più ad utilizzare Windows Phone 7.

D’altro canto, Microsoft ha agito così per semplice logica finanziaria. Checché ne dica Apple, tantissimi utenti eseguono il jailbreak sui loro dispositivi, installando app da Cydia, il market non ufficiale di iOS. Microsoft, consapevole di ciò, ha preferito agire diversamente, come l’utente Blue Adept suggerisce su questo articolo di Ars Technica:

So, if the phones are going to get jailbroken anyhow, might as well authorize it a little and make $9/seat in the process.

Esatto: Microsoft ci guadagnerà. Tramite accordi con gli sviluppatori del sistema di jailbreak, ChevronWP7, chiunque voglia pubblicare un’app sul nuovo market, meno controllato, dovrà pagare 9$ per l’iscrizione. Una cifra esigua, in confronto ai 99$ richiesti da Microsoft per l’autorizzazione sullo store ufficiale, una cifra che attrarrà i giovani developer senza esperienza e fondi, al momento lontanissimi da WP7 e molto più attratti da Android o da Cydia.

Non è quindi una mossa che risolverà i problemi di WP7 (la scarsa utenza, in primis), ma sicuramente una mossa intelligente, segno che dentro Microsoft, le cose cambiano.

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