Quello che non vi dissero sui tablet.

di Dukko

La rivoluzione del kindle fire è nel prezzo

Ancora una volta Ars Technica riassume con una sola frase un concetto importante: Amazon creates first viable non-iPad tablet by not copying the iPad.

È  proprio qua il problema di fondo. Non c’è stata una vera concorrenza per l’iPad. Perché no, copiare un prodotto vincente non è fare concorrenza. È  seguire nella scia, sperando in bene.

Ad onor del vero, un paio di tablet si distinguono, sì, come il Transformer e il Flyer, ma sono due mosche bianche in un mare di prodotti tutti simili l’uno con l’altro, tutti in concorrenza con il mostro Apple, e tutti destinati a fallire: Apple vende altro, oltre a specifiche tecniche e design, qualcosa che nessun’altro ha.

Amazon ha capito, probabilmente osservando il mercato per un paio d’anni, quali sono gli errori e ha deciso di proporre qualcosa di nuovo, di diverso: il Kindle Fire, un device multimediale sotto i 200$, supportato da una mastodontica collezione di film, musica e libri (parliamo del colosso Amazon, del resto). Il tutto mentre, saggiamente, il prezzo del Kindle viene ridotto ulteriormente a 79$ e viene proposto un ereader touch, il Kindle Touch, a 99$.

L’idea è chiara: Amazon vuole conquistare chi non intende spendere 500+$ su un tablet, offrendo un’alternativa che non pretende niente, ma accontenterà molti.

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