Mashable: perché?

di Dukko

Image representing Facebook as depicted in Cru...

Oggi Mashable ha annunciato che Facebook presenterà all’f8, la conferenza tenuta dal social network stesso a San Francisco, delle modifiche importanti. Ma la modalità con cui lo fa non è molto professionale.

Per prima cosa, l’articolo è costruito sul nulla: otto paragrafi pieni di niente, nei quali si sottolinea come Facebook abbia come interesse primario lo stabilire un rapporto (sic!) con i propri utenti, come le novità che verranno presentate oggi cambieranno la vita stessa (odio ripetermi, ma sic!) degli utenti e come questo porterà Facebook ad essere il social layer primario del web.

Ma il problema principale è un altro: lo stile del post. Questo è un estratto significativo:

Le modifiche che Facebook rilascerà Giovedì sono progettate per migliorare la connessione emozionale che gli utenti hanno tra di loro attraverso Facebook. Queste modifiche renderanno Facebook un luogo dove quasi ogni avvenimento nella vostra vita è migliorato dal tuo social graph. Queste modifiche faranno sì che arriverai a conoscere i tuoi amici meglio di come avresti mai pensato di poter conoscere.

Questo non è giornalismo. Questa è propaganda e marketing. L’articolo di Mashable non è un articolo obiettivo, guidato dalla razionalità e che illustra fatti concreti o fa supposizioni plausibili. E’ fin troppo simile a un commento di un fanboy riguardo il prossimo videogioco in uscita, è immaturo.

Mashable non dovrebbe essere un forum di Facebook fans, e l’autore del post non dovrebbe essere un utente particolarmente appassionato. Dovrebbe fare informazione. E a parte il primo paragrafo, non vi è una singola informazione oggettiva nell’articolo. Se questo è il futuro del giornalismo, God save the journalism.

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