Sucker Punch

di Dukko

Qualche post fa, e svariati mesi fa, avevo parlato di questo film di prossima uscita, diretto da Zack Snyder.

Adesso, a distanza di 7 mesi, l’ho visto, e posso recensirlo.Sucker Punch

Ora, per prima cosa credo sia necessario specificare il target del film: ragazzi (principalmente maschi) di vent’anni, appassionati di cinema d’azione e videogiochi. Un bacino d’utenza ampio e variegato, giusto?

Ed è proprio su di loro (e noi) che Snyder si è concentrato: azione in abbondanza, Computer Graphic eccellente, adrenalina, ragazze seminude e tante situazioni diverse proposte come diversi livelli di un videogioco. Un lavoro a mio vedere ineccepibile, da questo punto di vista: il film vola, letteralmente, nei suoi 110 minuti attraverso vari stage, che comprendono un campo di battaglia fantasy, completo di drago e orchi, una trincea chilometrica infestata da nazisti non-morti e un treno monorotaia con una bomba, circondato da androidi.

Snyder non si fa mancare nessun cliché, giustamente, e dico giustamente perché l’obbiettivo del film è STUPIRE. Nessuna trama complicata: Baby Doll (notare il nome), la protagonista, viene rinchiusa in un manicomio, dove si immagina tutto, mentre viene abusata da uno degli infermieri. Nessuna recitazione da oscar, solo cinque ragazze vestite succintamente che abbattono decine di cattivi (e qua tornerò dopo) indiscriminatamente, in un’ambiente perfettamente ricreato al computer, zeppo di effetti speciali ottimamente realizzati.

È importante sottolineare la parola cattivi per un motivo preciso: i nemici sono tutti irriconoscibili, tranne i boss, che sono gli individui che la tengono prigioniera nell’istituto. I cattivi vengono così depersonalizzati, residui di sofferenza che Baby Doll spazza via, finalmente potente contro di essi.

L’ovvia conclusione mescola banalmente realtà e fantasia, come il resto del film, che altro non è se un enorme sogno ad occhi aperti.

Un sogno di chi, però? Della protagonista, o degli spettatori? Secondo voi?

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