Splice

di Dukko

Splice (film)

Locandina di Splice

C’è una speciale categoria di film, che pare crescere esponenzialmente, ahimè. Questi film sono quei film da me affettuosamente appellati con questa frase: “Ma perché questo finale?”.

Attenzione, non vanno assolutamente confusi con quei film chiamati “Ma perché?”. Quelli sono i film che, dopo che uno li ha visti, ti pongono domande come “Ma il regista non poteva farsi una bella scopata?”.

Ma non divaghiamo. Il punto è che Splice appartiene alla prima categoria, e questo vuol dire che non è assolutamente un brutto film, ma qualcosa non lo rende ottimo: il finale.

Vediamo perché.

Splice è, per così dire, una reinterpretazione di Frankenstein ai tempi della biotecnologia. I due protagonisti, ottimamente interpretati da Adrien Brody e Sarah Polley, riescono a creare in laboratorio un ibrido umano-animale chiamato Dren (nome derivato dal centro di ricerca dove lavorano, il centro NERD, oh buon dio).

Niente di nuovo, è vero, ok, ma la chiave di volta del film è la componente psicologica: prima lei, poi lui, sviluppano un’attaccamento alla creatura, un’affezione sempre più morbosa. È proprio qua la bellezza del film: non c’è alcun mostro, nella vicenda. O forse sono tutti e tre dei mostri. Il punto è che è lo spettatore a decidere chi sia più mostruoso: Dren o i suoi creatori?

La fotografia è qualcosa di eccezionale, veramente complimenti, così come la regia e la recitazione: convincente in gran parte del film, senza ricorrere a grandi registi o attori. Un ottimo esordio per Vincenzo Natali, regista italiano dalle ottime potenzialità, a mio avviso.

Ma c’è qualcosa di profondamente sbagliato, in Splice. E non mi riferisco a Dren, assolutamente.

Il finale.

Arrivati a circa dieci (? forse quindici? boh?) minuti dalla fine, il film sprofonda inesorabilmente nella sequenza di cliché tremendi del genere: il mostrone definitivo, lo stupro (!) interrazziale e l’ultimo colpo di coda (lettralmente) del mostro. Un film psicologico e ben ragionato che si distrugge così, senza un motivo apparente. Anche la fotografia e la regia sembrano tirate via, come se si fossero rotti il cazzo di questo film e non sapessero come concluderlo e quindi hanno chiesto aiuto a un qualche idiota di Hollywood che gli ha risposto “boh, inserite qualche scena d’azione/horror. lol.”

Tanto valeva non finirlo, il film.

Comunque sia, la visione a mio avviso è consigliata. Se poi non volete rovinarvi il film, quando vedete che arriva il fratello e il capo del protagonista, chiudete tutto e bruciate il DVD. O togliete l’audio e tappatevi gli occhi e immaginatevi un finale, chessò, coerente col resto del film.

Molto meglio.

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