American History X

di Dukko

American History X

Poster del film

Oggi ho visto American History X, di Tony Kaye, con protagonista assoluto Edward Norton. Premetto che la recensione tende a spoilerare parecchio il film, quindi siete avvisati.

Il film ci mostra la vita, in un quartiere popolare dell’America degli anni 90, di un neo-nazi di nome Derek (Norton) e della sua famiglia. Circondato da immigrati e afroamericani, Derek cresce sotto l’ala protettrice di un vecchio fanatico del Potere Bianco. Una notte, Derek uccide a sangue freddo due neri che cercano di rubargli la macchina (la scena dell’uccisione del secondo ladro è agghiacciante, veramente). Questo lo condurrà in carcere per tre anni, dove scoprirà che, beh, tutto quello in cui credeva era un’ammasso di merda puzzolente.

Ancora devo trovare un film dove Norton non sia eccellente, lo ammetto. Specialmente in ruoli controversi come questo. Comunque sia lui che il resto degli attori, nella loro interezza, sono veramente eccellenti. La fotografia è buona, così come la regia, e sono oggettivamente curioso di vedere il prossimo lavoro di Kaye.

Ma questo è un film estremamente controverso e desolante. Nel senso che non ti lascia scampo, non ha l’happy ending, non si scorge nemmeno un barlume di speranza. Tutto viene soffocato dall’odio. Derek, con il suo duplice omicidio (che scopriamo, per la giustizia americana, essere meno grave di una rapina in un negozio, ironicamente), porta il suo fratellino sulla strada che lo porterà infine alla morte. Una morte inutile, idiota, per mano di un ragazzin
o come lui, plagiato da adulti che non sono tali, o forse sì: solo un adulto può concepire l’odio razziale e portarlo alle estreme conseguenze. Derek a sua volta è plagiato da un’altro
individuo, e così via. Una spirale di odio e follia che trova la sua conclusione nella morte del fratellino di Derek. Non c’è speranza. Derek si è ribellato a questa spirale di violenza, ma non è servito a nulla. Ha portato fuori da questa follia il fratello, ma lui comunque è morto. Non c’è speranza, in questo film. Nemmeno un po’.
E forse è proprio per questo che è così intenso potente.
Pro:
  • Praticamente tutto.

Contro:

  • È veramente deprimente.
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