Ice Cream Sandwich: questa sì che è una INTERFACCIA!
Questo post di Lega Nerd, scritto da chi di UX, User Experience, ci capisce, sottolinea alcuni dei punti cardine dell’UX nei vari sistemi operativi e di come Android, con Ice Cream Sandwich, abbia preso il meglio quasi in tutto.
Questo commenter, però, sottolinea un aspetto molto importante, solo abbozzato nel post:
tutte le migliorie apportate (app drawer orizzontale, organizzazione dei menu impostazioni, folders personalizzabili etc.) sono state prese da varie rom e launcher sparsi. il bello dello sviluppo su android è che c’è talmente tanta pluralità che bene o male un’idea azzeccata la trovi. e.g.: io uso GoEx Launcher, l’ho configurato pulito, essenziale e minimale, come piace a me: ti offre la possibilità di scegliere come scorrere il drawer e io lo uso orizzontale già da molto tempo, per non parlare delle folder con le quali organizzo home screen e drawer. Lo stesso launcher, peraltro, ha la feature che evidenzia le app appena installate, marchiandole con un bollino “New”. Paradossalmente, lo puoi configurare talmente tanto da rendere tutta la home quanto più simile a MIUI (ma a me non piace), compresa di icone a tema. Quindi le migliorie si potevano avere prima in qualsiasi momento, ma il passo decisivo è sempre quello di implementarle nel pacchetto “base”.
È proprio questo il “bello” di Android. La possibilità di SCELTA fa sì che ci sia un modo di intendere la UX per tutti: MIUI per un’esperienza simile a iOS, Launcher 7 per un’esperienza Windows Phone 7, e una miriade di altri launcher e ROM varie.
Il passo importante, che Google per fortuna ha fatto, è di scegliere il meglio che ci sia e implementarlo direttamente nel LORO Android.
E ICS è l’emblema di tutto ciò: molte funzionalità sono state prese di peso da varie ROM e Launcher, modificandole e inserendole in un’ambiente comune.
È un comportamento da biasimare?
Non credo. Gli sviluppatori della comunità Android sono consapevoli che Google può prendere quando e come desidera idee da loro e sfruttarle per il proprio OS. Nessuno sta rubando niente, anche perché sono solo concetti, non implementazioni pari pari.
E il lavoro di Google è proprio questo: implementare i concetti in un’ecosistema logico. Con Froyo non ci sono riusciti. Con Ice Cream Sandwich? Decisamente.
Perché Microsoft ha accettato il jailbreak.

La notizia è dell’ultim’ora.
Microsoft riconosce ufficialmente la possibilità di jailbreak sul suo sistema operativo mobile, Windows Phone 7. Il jailbreaking è la pratica, diffusissima su iPhone e su Android col nome di root, di “sbloccare” funzionalità aggiuntive. Questa pratica però non è mai stata riconosciuta da Apple, per via di problemi di sicurezza (a loro dire).
Ma perché la Microsoft si aprirebbe a simili problemi?
Per due motivi semplici semplici.
Da un lato, l’apertura al mercato delle app non ufficiali riavvicina i fan di vecchia data di Windows Mobile, abituati a poter installare quante app volessero, senza Market restrittivi. Inoltre, avvicina la comunità degli smanettoni, che adesso hanno una spinta in più ad utilizzare Windows Phone 7.
D’altro canto, Microsoft ha agito così per semplice logica finanziaria. Checché ne dica Apple, tantissimi utenti eseguono il jailbreak sui loro dispositivi, installando app da Cydia, il market non ufficiale di iOS. Microsoft, consapevole di ciò, ha preferito agire diversamente, come l’utente Blue Adept suggerisce su questo articolo di Ars Technica:
So, if the phones are going to get jailbroken anyhow, might as well authorize it a little and make $9/seat in the process.
Esatto: Microsoft ci guadagnerà. Tramite accordi con gli sviluppatori del sistema di jailbreak, ChevronWP7, chiunque voglia pubblicare un’app sul nuovo market, meno controllato, dovrà pagare 9$ per l’iscrizione. Una cifra esigua, in confronto ai 99$ richiesti da Microsoft per l’autorizzazione sullo store ufficiale, una cifra che attrarrà i giovani developer senza esperienza e fondi, al momento lontanissimi da WP7 e molto più attratti da Android o da Cydia.
Non è quindi una mossa che risolverà i problemi di WP7 (la scarsa utenza, in primis), ma sicuramente una mossa intelligente, segno che dentro Microsoft, le cose cambiano.



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